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    April 09

    Discussione su YouTube - Intervista a Giampaolo Giuliani Previsione Terremoti

    Intervista a Giampaolo Giuliani - PREVISIONE TERREMOTI -

     

     

     

    March 07

    Berlusconi: inadeguato a gestire la crisi

     

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    Discussione su YouTube - Berlusconi: inadeguato a gestire la crisi
      

    January 25

    IL CONFLITTO DI INTERESSI

      

    Per voi alcuni video riguardanti la conferenza e presentazione del libro “ALZA LA TESTA” di Piero Ricca tenutasi a Bari il 23 gennaio 2009:
    http://it.youtube.com/watch?v=2ByiiQ_ZUGc


    http://it.youtube.com/watch?v=7ox_I1_rFlU


    http://it.youtube.com/watch?v=FmlNurBjw10


    http://it.youtube.com/watch?v=7yiKPGmVajo


    http://it.youtube.com/watch?v=zrTdTwYAgTk


    http://it.youtube.com/watch?v=uNdXtXe1XXA


    http://it.youtube.com/watch?v=x6_b0ve1Arw


    http://it.youtube.com/watch?v=gvJSUf0UPug


    http://it.youtube.com/watch?v=BncDXQa39ZY


    per ulteriori informazioni consultare il sito:

    http://vincenzocaldarola.blogspot.com/

    January 09

    Discussione su YouTube - VIVA PALESTINA

     

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    Discussione su YouTube - VIVA PALESTINA
      

    January 01

    Discussione su YouTube - Ben-venuto 2009

     

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    Discussione su YouTube - Ben-venuto 2009
      

    December 27

    Discussione su YouTube - Vincenzo Caldarola - l'inganno padano -

     

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    Discussione su YouTube - Vincenzo Caldarola - l'inganno padano -
      

    December 23

    Discussione su YouTube - Vincenzo Caldarola è amico di Carlo Giuliani

     

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    Discussione su YouTube - Vincenzo Caldarola è amico di Carlo Giuliani
       
    August 30

    YOUTUBE CENSURATO

       

    E' notizia di alcuni giorni fa l'allarme lanciato dai bloggers sudanesi: la Sudanese National Telecommunication Corporation (NTC) ha oscurato YOUTUBE da alcuni giorni.

    Sembra esserci proprio l'organo governativo di controllo dei media dietro il blocco di Youtube, conosciuto in tutto il mondo quale strumento al servizio della libertà di espressione e di parola, dove è possibile trovare anche testimonianze come il video che ho avuto il coraggio di pubblicare in questo mio post.

    In effetti ho avuto davvero un bel coraggio e soprattutto uno grande stomaco. Lascio a voi i commenti. Bye



    March 19

    LA MAFIA FA SCHIFO

       

    "La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.

    Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni"

    (Giovanni Falcone)

    February 29

    Una centrale sul tetto di casa

    Con le celle di silicio si produce energia elettrica per il proprio fabbisogno e il rimanente si vende all’Enel. Una soluzione che attira l’attenzione di molte aziende.

    FOTOVOLTAICO, ovvero: prendo la luce del sole e la trasformo in energia. In corrente elettrica, quella che manda avanti lampadine, frullatore e televisione. Si può fare. Si deve fare, perché l'energia che arriva dal Sole ha diversi vantaggi. Per produrla, non si immettono nell'aria o nell'acqua schifezze varie che devastano l'ambiente.

    Il Sole è una fonte di energia rinnovabile, e se ne sta lì impassibile, a buttare i suoi raggi sulla Terra fregandosene altamente di tutti i tiramenti di petrolieri arabi, azionisti di Wall Street e importatori russi di metano. L'Italia è `O paese d'o sole", ovvero è molto ben messa in fatto di irraggiamento, e (manco a dirlo) siamo parecchio indietro in materia, con soli 40 Megawatt di impianti fotovoltaici installati, contro i 2500 della Germania, che di ore di sole ne ha meno della metà di noi. Ma soprattutto, oggi, il fotovoltaico conviene. A tutti: all'azienda che ha il capannone nella zona industriale, alle amministrazioni pubbliche e anche alla famiglia che ha la villetta. Oggi installare un impianto fotovoltaico è un investimento sicuro, "blindato", grazie al "Conto energia" istituito dai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico. Che non c'entra niente con il famoso 55 per cento di "bonus" statale per chi costruisce, amplia o restaura con i criteri della casa ecologica. Il nuovo Conto energia, con il decreto ministeriale del 19 febbraio 2007, ha dato un taglio netto alla burocrazia della precedente legge e stabilito incentivi interessanti per chi installa impianti fotovoltaici. Interessanti perché sicuri. In sostanza: il gestore del sistema elettrico ti premia per 20 anni dando un incentivo su tutti i kilowatt prodotti dall'impianto.

    Un incentivo molto, molto interessante, che permette a chi ha installato i pannelli di rientrare della spesa dell'impianto e, dopo alcuni anni, di guadagnare. Come? Oggi un'abitazione privata, regolarmente allacciata alla corrente, paga in media 18 centesimi di euro per ogni kilowatt/ora consumato. Grazie alle tariffe stabilite dal Conto energia, ogni kilowatt/ora prodotto dall'impianto solare verrà misurato da un apposito contatore e premiato con tariffe che vanno da un minimo di 36 a un massimo di 49 centesimi di euro. Le tariffe variano a seconda della potenza e della collocazione dell'impianto: quelli piccoli, ad uso domestico (sotto i tre kilowatt), godono di incentivi maggiori. Si parte dai 40 centesimi per un impianto non integrato con la casa, e quindi montato in giardino, ai 44 di un impianto parzialmente integrato (montato con staffe sul tetto o sul garage) ai 49 di un impianto integrato, ovvero incassato nel tetto, e quindi meno impattante dal punto di vista visivo.

    L'"affare solare" sta nei 20 anni di tariffe bloccate: se in zone con tanto sole come in Puglia si può pensare di ammortizzare il costo di un impianto in sei o sette anni, alle nostre "padane latitudini" di anni ce ne vanno una decina. E una volta pagati i pannelli l'impianto, che ha una durata utile di circa 30-35 anni, diventa una reale fonte di reddito. La prova del nove che i sistema di tariffe introdotte dal governi sia sicuro è data dal fatto che un bel po' di banche (Banca etica, UniCredit, Monte dei Paschi, Intesa Sanpaolo, Bpi Sella e Banca di credito cooperativo hanno predisposto un sistema di prestiti agevolati che arrivano a coprire anche il totale del costo dell'impianto.

    E se si fidano le banche...

    (di Andrea Spessa, da Luna Nuova di martedì 26 febbraio 2008

    L’impianto produce corrente, due contatori bastano a gestirlo.

    COME funziona un impianto fotovoltaico?

    I raggi del sole battono sui pannelli che sono costruiti da celle di silicio, un elemento che drogato con fosforo e boro produce energia elettrica. Ogni cella è collegata a quella fianco, ogni pannello è collegato a quello a fianco in una sorta di ordinata ragnatela modulare. L'impianto produce corrente continua, che un inverter (una scatoletta elettrica) trasforma in corrente alternata, pronta all'uso, che viene misurata da un contatore e pagata dal gestore del sistema elettrico al proprietario dell'impianto secondo le tariffe del Conto energia. A questo punto il proprietario dell'impianto può consumare tutta l'energia prodotta o, se ne avanza, vende le eccedenze al gestore della rete. In caso di picchi nei consumi, quando l'energia prodotta dai pannelli non basta, il padrone di casa preleva energia direttamente dalla rete, pagandola a prezzo di mercato, ovvero 18 centesimi al kilowatt/ora. 

    Con lo sportello energia della Cna consulente gratis per gli artigiani

    UN PUNTO di riferimento per orientarsi nel panorama delle molte occasioni di risparmio energetico, e quindi anche dei pannelli solari, lo offre lo Sportello energia della Cna, istituito appositamente dall'associazione degli artigiani per fornire consulenze sia agli associati che ai comuni cittadini. «Chi desidera installare i pannelli solari sul proprio tetto può contattarci al nostro numero verde.

    Ci facciamo dare alcuni dati preliminari, poi mettiamo l'utente in contatto con un nostro consulente che fissa un appuntamento per fare il primo sopralluogo, gratuito, sull'edificio dell'utente stesso», spiega Luigi Pizzimenti, responsabile dello sportello energia della Cna.

    Con la ricognizione sul posto, il consulente può stabilire se l'edificio, casa o capannone che sia, è adatto a ricevere i pannelli solari; valuta i consumi energetici sulla base delle bollette passate e illustra al potenziale "cliente" le varie possibilità disponibili. Se l’interessato decide di proseguire con l 'iter, vengono segnalati i professionisti, architetti o ingegneri, a cui è possibile affidare la progettazione e la realizzazione dell'impianto.

    «Un impianto adatto alle esigenze di una famiglia può costare indicativamente 20-25mila euro, beneficia degli incentivi governativi, ovvero la detrazione dalle tasse del 55 per cento del costo distribuito in tre anni», aggiunge Pizzimenti. Anche i pannelli solari, termici o fotovoltaici, per beneficiare degli incentivi devono essere certificati. «Anche questa è un'operazione a cui pensano i progettisti che hanno realizzato l'impianto», rassicura Pizzimenti. Inoltre vale il discorso del Conto energia, ovvero la possibilità di dimensionare l'impianto per produrre più energia di quella necessaria alla propria abitazione. L'energia in più viene venduta al gestore energetico.

    In alcuni casi la differenza tra il costo di produzione e quanto incassato dall'operatore energetico è tale che per l'utente si trasforma in un guadagno. Lo sportello energia della Cna risponde al numero verde 800/ 8122040.

    (di Daniele Fenoglio)

    Sui capannoni c’è la tecnologia di Greenergy

    IL FOTOVOLTAICO non è una tecnologia nuova, ma in Italia è sempre stata poco diffusa. Solo dal 2007, grazie al Conto Energia, l'interesse per l'argomento è in decisa crescita. E gli imprenditori, ovviamente, non se ne stanno con le mani in mano. Aumentano le richieste, si apre un nuovo, appetibile mercato, e le aziende si preparano a soddisfare i tanti, potenziali clienti. La Greenergy è un'azienda di recente formazione, che fa parte del gruppo aviglianese Ilmed e opera nel settore delle energie rinnovabili. In particolare degli impianti fotovoltaici. L'aviglianese Lorenzo Natale, responsabile commerciale dell'azienda, ritiene che il sistema di incentivi adottato dallo Stato sia valido: «E' praticamente uguale a quello adottato nel 2000 dalla Germania, e lì ha portato a grandi investimenti nel settore e all'installazione di tantissimi impianti».


    Natale crede poco alla politica dei "campi solari", giganteschi impianti a pannelli pensati per produrre grandi quantità di energia da immettere sul mercato. «La scelta migliore, quella che paga di più, è creare sistemi dimensionati alle esigenze, che possono soddisfare la richiesta energetica della casa, dell'azienda o dell'edificio pubblico». In sostanza: prendi le bollette dell'anno scorso, guardi quanto hai consumato e progetti un impianto che vada a coprire il tuo reale fabbisogno di energia. Una visione che sconvolge in modo radicale l'attuale sistema di produzione e consumo dell'energia. «Non più produzione accentrata e distribuzione capillare, spostando l'energia da una centrale a migliaia di utenti, ma tanti piccoli consumatori che si producono in loco l'energia di cui hanno bisogno».

    Greenergy ha realizzato diversi impianti in zona, tra cui il più grande attualmente operante in valle di Susa, alla "Toelco" di Bruzolo, con una potenza di 55 kilowatt, e sta lavorando ad un "super-impianto" da 200 kilowatt sui tetti degli stabilimenti "Martina" a Susa. Due interventi imponenti, che sicuramente porteranno ottimi risultati, ma che comportano anche investimenti decisamente importanti. «Sì, è vero. Proprio grazie alla collaborazione con la Toelco di Marcello Cantore, azienda specializzata in impianti elettrici industriali e nostra socia in Greenergy, siamo in grado di mettere in campo le professionalità necessarie per progettare e installare impianti fotovoltaici di grandi dimensioni. Ma possiamo intervenire anche per impianti più piccoli, e proprio in quest'ultimo periodo stanno arrivando in azienda decine di richieste per impianti da due, tre o cinque kilowatt». Quelli destinati alle famiglie, per intenderci.

    La strada è quella giusta anche se, come sempre, l'Italia insegue il resto dell'Europa. «E' una strada obbligata - spiega Enrique Garcia, amministratore delegato di Greenergy - L'Italia, con il protocollo di Kyoto, ha sottoscritto un impegno chiaro: entro 12 anni l'Italia dovrà produrre almeno il 20 per cento della sua energia con fonti rinnovabili». Quindi sole, acqua, vento, eccetera. Il 2020 non è poi così lontano, mentre ad oggi quell'obiettivo del 20 per cento sembra distantissimo. Non resta che sperare nella rivoluzione solare, eolica e/o idroelettrica.

    L'importante è che rivoluzione sia.


     

    February 27

    Decrescere con felicità e lentezza

    Davide Pelanda - Megachip

    "Esiste una minoranza sensibile alle questioni ecologiche e dei consumi. La sfida è costruire cerchi concentrici di persone sempre più estesi (Ginsborg)". Sempre più spesso sentiamo gli economisti ed i nostri politici a ruota parlare ossessionatamente del Pil (Prodotto interno lordo): dobbiamo produrre di più per mantenere questo Pil, dobbiamo lavorare di più fino al massacro per far guadagnare punti al Pil (ed ecco le “morti bianche”), che dobbiamo consumare di più «perché altrimenti si abbassa il Pil e poveri noi!!».

    Ma che Pil e Pil!! Se per questa strana sigla la nostra vita si rovina, diventa insopportabile, egoistica, diventa solo consumismo, stress, lavoro che schiaccia invece di “nobilitare” l'uomo a scapito di una qualità della vita che potrebbe invece essere felice e gioiosa…tutto questo in nome del Pil…c'è di che stare poco allegri!!

    Esistono però, fortunatamente, persone che la pensano diversamente, che sono in controtendenza. Questi uomini e queste donne si sono messi “in rete” per dire basta alla tirannia del Pil che disumanizza, facendo invece un elogio dell'ozio, della lentezza, della decrescita.

    Pazzi? Utopisti? Certo, se si pensa all'ozio definito dai cristiani tradizionalisti come uno dei sette peccati capitali per cui si dovrebbe andare all'inferno, non se ne esce. Di oziare, oggi come un tempo, se lo possono permettere forse solo i ricchi? All'epoca dei romani erano i patrizi che praticavano l'otium, quelli cioè che avevano tutto ed erano considerati un po' i “parassiti” dello Stato.

    Oggi invece prende sempre più piede l'idea che, se si pensa solo alla vita come lavoro, lavoro ed ancora lavoro solo per fare soldi e per consumare… si è condannati ad una brutta esistenza, sempre più tristi, stressati, abbrutiti dal lavoro ed egoisti.

    Ben venga dunque la nascita di un nuovo soggetto sociale, il Movimento per la Decrescita Felice, creato e voluto da un gruppo di persone consapevole che «la decrescita è elogio dell'ozio, della lentezza e della durata, del rispetto del passato; della consapevolezza che non c'è progresso senza conservazione» scrive sul sito www.decrescitafelice.it il suo principale ideatore e presidente, Maurizio Pallante, che da anni si occupa di ricerca scientifica tra ecologia, economia e tecnologia.

    Ed ancora, sempre dal sito, scopriamo che gli uomini e le donne di questa associazione di promozione sociale guardano con «indifferenza alle mode e all'effimero – scrive ancora Pallante - attingono al sapere della tradizione; non identificano il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamano consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell'acquistare non è il consumo ma l'uso; distinguono la qualità dalla quantità; desiderano la gioia e non il divertimento; valorizzano la dimensione spirituale e affettiva; collaborano invece di competere; sostituiscono il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione».

    Simbolo del movimento è l'ape “Pilli” «perché –spiegano nel sito - è laboriosa, ha bisogno di un ambiente pulito, con l'impollinazione favorisce la biodiversità, autoproduce il suo cibo e le sue medicine, costruisce la sua casa con una geometria perfetta, rifiuta di nutrirsi con piante geneticamente modificate, vive in comunità collaborando con le sue simili, se si sente minacciata si difende col pungiglione ben sapendo che è a costo della vita»

    Questa nuova ed interessante associazione ha cominciato a lavorare, stimolata da Pallante, già dal gennaio 2007 quando un gruppo di persone, provenienti da tutta Italia, si riunì nell'abbazia di Maguzzano trovandosi d'accordo con i contenuti del suo libro “La decrescita felice”.

    Da lì la nascita di questa associazione che mette in pratica i dettami della decrescita.

    Una sorta di «nuovo Rinascimento – dice ancora l'ideatore - che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l'economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio».

    Una bella ed entusiasmante utopia!!


    February 10

    LA BARBARIE

    I conquistadores consideravano i nativi americani senza diritti per il fatto che essi erano "pagani", cioè non ancora convertiti al cattolicesimo. Per compiere ciò vennero istituite le missioni cristiane in America, fin dalla prima metà del '500, accusate di avere principalmente l'obbiettivo dell' etnocidio nel migliore dei casi, cioè vale a dire nel caso in cui le popolazioni si mostrassero docili e predisposte alla colonizzazione, e nel caso in cui non accettassero di essere occidentalizzate, cristianizzate, e sottomesse, si passava, con l'ausilio della corona spagnola, al genocidio.
    Se si pensa alla vigliaccata che hanno subito i nativi d'America a partire dalla conquista colombiana bisognerebbe vergognarsi di essere europei. Questi popoli, in parte difesi dal governo brasiliano, ancora oggi subiscono umiliazioni e vengono scacciati dalle loro terre per dar spazio all'arrivismo, alla mostruosità della neo-colonizzazione per lo sfruttamento forestale dell'unica grande riserva di verde esistente al mondo. Di fronte a questo scenario di depredazione senza scrupoli in nome del profitto siamo impotenti ma non dovremmo mai smettere di ribellarci e di gridare al mondo tutte le ingiustizie, per ritenerci liberi.

    I popoli indigeni del Brasile (povos indígenas brasileiros in Portoghese) comprendono un grande numero di gruppi etnici distinti che hanno abitato l'odierno Brasile ancor prima dell'arrivo degli europei, intorno al 1500. Come Cristoforo Colombo, che pensava di aver raggiunto le Indie orientali, i primi eslporatori portoghesi chiamarono queste genti con il nome di indios ("indiani"), un nome che è usato ancora oggi.
    Ai tempi delle prime esplorazioni europee, i popoli indigeni erano tradizionalmente tribù semi-nomadi che vivevano di caccia, pesca ed agricoltura. Molte delle circa 2000 tribù che esistevano furono sterminate con gli insediamenti degli europei, mentre molte altre furono assimilate al popolo brasiliano. La popolazione indigena fu decimata, passando da una cifra di 6 milioni di individui (nell'era pre-colombiana) a circa 100.000 nel 1950; probabilmente uno dei maggiori genocidi nella storia dell'umanità. Molte delle tribù sopravvissute cambiarono totalmente il loro stile di vita pur di sopravvivere, sostentandosi di commercio praticato con le società dei coloni. Solo alcune tribù si isolarono completamente nelle remote regioni dell'Amazzonia, mantenendo ancora oggi la loro piena identità culturale.
    Negli ultimi 50 anni ci sono stati cambiamenti nelle politiche verso i popoli indigeni, con creazioni di riserve e leggi speciali, che hanno permesso a questi gruppi di raggiungere la cifra approssimativa di 300.000 persone (1997), raggruppate in circa 200 tribù. Gli indios brasiliani diedero comunque un notevole contributo allo sviluppo economico e culturale del Brasile; si pensi ai generi alimentari prodotti e commerciati da queste tribù. Nell'ultimo censimento delle autorità brasiliane (2000) circa 700.000 brasiliani si sono classificati come indigeni.

    Le origini di queste popolazioni indigene sono fonte di notevoli divergenze tra archeologi ed antropologi. Negli ultimi sembra aver guadagnato punti la teoria che vede le prime tracce di queste genti nelle migrazioni dalla Siberia all'America Settentrionale nell'ultima era glaciale.
    Gli antropologi hanno evidenziato come molti nativi americani discendano da popoli provenienti dal nord dell'Asia (Siberia) che hanno attraversato lo stretto di Bering in almeno tre ondate migratorie differenti. In Brasile, in modo particolare, molte tribù native sono considerate discendenti della prima ondata, avvenuta intorno al 9000 a.C. Questa ondata avrebbe poi raggiunto le regioni brasiliane intorno al 6000 a.C., probabilmente entrando attraverso il Rio delle Amazzoni dal nord-ovest. I gruppi della seconda e della terza ondata provenienti dalla Siberia, che hanno probabilmente dato origine ai popoli eschimesi, non avrebbero raggiunto il centro America e non avrebbero superato il sud degli odierni Stati Uniti (indiani d'America).
    L'ipotesi siberiana è stata recentemente messa in discussione dal ritrovamento di alcuni resti umani nel sud America, considerati troppo vecchi per questa ipotesi (circa 20.000 anni). Altri recenti ritrovamenti (soprattutto lo scheletro di Luzia in Lagoa Santa) sono risultati morfologicamente distinti dal genotipo asiatico e molto più simili ai popoli africani e australiani. Questi "aborigeni americani" sarebbero poi stati assorbiti dai gruppi provenienti dalla Siberia. I nativi della Terra del Fuoco potrebbero essere gli ultimi discendenti di questi indigeni.
    Questi gruppi avrebbero raggiunto le coste americane attraversando l'oceano su barche o attraversando le zone a nord lungo lo stretto di Bering molto prima delle ondate ipotizzate dalla maggioranza degli antropologi. Questa teoria è confutata da molti esperti perché il viaggio attraverso i mari è considerato troppo difficoltoso per l'epoca.

    Nel XX secolo, il governo brasiliano adottò una serie di provvedimenti umanitari in favore dei gruppi indios, comE la creazione di riserve territoriali. La Fundação Nacional do Índio (o anche FUNAI), fu creata da Cândido Rondon, un ufficiale dell'esercito brasiliano ed esponente del gruppo dei Bororo. Molte tribù sono state contattate da questa fondazione nel corso degli anni e sono state inserite nella vita sociale del paese. Comunque, lo sfruttamento delle risorse naturali dell'Amazzonia, continua ancora oggi e comporta in molti casi, espulsioni e maltrattamenti dei nativi.

    Vincenzo Caldarola  
    fonti storiche: Wikipedia

    January 20

    IL POLMONE VERDE DEL PIANETA

    Oggi pomeriggio per caso ho scoperto una notizia che ancora una volta ci fa passare per insensibili rispetto al motore dell'Europa che cammina:

    la Norvegia nel mese di novembre 2007 dona 17 milioni di euro per l'Amazzonia, per proteggere la più grande foresta pluviale del mondo dal disboscamento che porta all´aumento di emissioni di gas a effetto serra. Il ministro norvegese dell'Ambiente e Sviluppo Erik Solheim ha annunciato la donazione, che sarà evoluta in 3 anni, in una conferenza stampa a Oslo in presenza della controparte brasiliana Marina Silva. E noi italiani brava gente, italiani dal cuore d'oro cosa facciamo per aiutare il pianeta? E soprattutto nel nostro Paese c'è una politica economica di salvaguardia dall'inquinamento?

    Ritornerò a parlare di questo e molto altro nei prossimi post....ciao.

    GUARDA IL FILMATO E RIFLETTI
      

    October 23

    IL PIANETA CHE MUORE

    È davvero impressionante il cambiamento climatico che stiamo subendo. Nel giro di pochissimo tempo siamo passati dal caldo estivo al freddo glaciale (o quasi). Gli studiosi sostengono che le cause di tutto questo siano dovute all’inquinamento e quindi a tutte le nefaste conseguenze dell’emissioni di Co2 nell’atmosfera. Il Pianeta sta morendo e non c’è più tempo per rimediare, bisogna drasticamente eliminare le emissioni oppure il nostro futuro ci riserverà sempre di più sgradevoli sorprese.

    A tal proposito vi suggerisco una piacevole lettura che ci fa riflettere molto sull’ingordigia dell’uomo avido di profitti sempre maggiori senza fare i conti con il Pianeta che ci da la vita.

    Come risparmiare energia

    Penso sia chiaro a tutti che il problema energia-ambiente sia una faccenda molto seria e che ci sono tanti motivi per risparmiare energia e tanti obiettivi da raggiungere, che conviene imparare, e presto, ad economizzare l'energia prima che le circostanze (negative) ci costringano a farlo.

    Vediamo quali sono i suggerimenti utili per risparmiare energia: alcuni di questi si possono facilmente mettere in pratica, da subito, mentre altri richiedono alcuni investimenti.

    Tutti noi possiamo influire soprattutto sui consumi energetici nel settore domestico (36,6% dei consumi in Lombardia) e dei trasporti (27,4% dei consumi in Lombardia), con possibilità di risparmio comprese, nel loro complesso, tra il 15 ed il 40% (..non è poco!).

    Si è quindi scelto di sviluppare nel dettaglio la voce "risparmio energetico nell'economia domestica" e "risparmio energetico nei trasporti", proprio perché sono i settori dove maggiore può essere il contributo immediato del comune cittadino.

    Risparmiare energia

    L'utilizzo corretto dell'energia è un atto di coscienza ambientale e un requisito fondamentale di risparmio economico: tuttavia, si compone di una serie di comportamenti e di buone abitudini tutt'altro che scontate.

    L'edificio

     Le spese di riscaldamento incidono in modo considerevole sul bilancio economico non solo della singola famiglia ma anche dell’intera comunità. Esiste poi un altro aspetto da non sottovalutare: quello ambientale. Più energia convenzionale si consuma, infatti, maggiore è la quantità di sostanze inquinanti che si immettono nell'ambiente.

    Risparmiare energia nel riscaldamento degli edifici è quindi un dovere di ogni singolo cittadino che creda in uno sviluppo sostenibile, ossia in uno sviluppo rispettoso dell'ambiente e dell'intera comunità.

    Per risparmiare tanto combustibile ogni anno occorre intervenire sull'appartamento, o sull'immobile in diversi modi:

    - riducendo le dispersioni di calore attraverso le pareti (opache e trasparenti) e il tetto;

    - limitando le fughe di aria calda incontrollate attraverso le finestre;

    - regolando la temperatura degli ambienti su valori compatibili con le esigenze di comfort (troppo caldo può creare addirittura delle situazioni di disagio) e riducendo tali valori negli ambienti o locali che non vengono utilizzati;

    sfruttando al meglio l'energia contenuta nel combustibile utilizzato garantendo l'efficienza massima dell'impianto e regolando l'erogazione di calore all'ambiente;

    sfruttando gli apporti gratuiti di energia (radiazione solare, calore interno, ecc.);

    ricorrendo, ove possibile, a soluzioni tecniche in grado di sfruttare meglio l'interazione tra l'edificio e l'ambiente esterno (progettazione bioclimatica).

    Avremo modo di approfondire questi argomenti nei prossimi giorni. saluti a tutti!!!



    October 15

    BENVENUTO

    Benvenuto nel mio secondo Blog di informazione libera, se vi capita di contattarmi non dimenticate di lasciare un commento. Con i tempi che corrono è meglio avere un secondo spazio di riserva per esprimere le proprie idee e io approfitto di MSN anche perché è carino come blog.

    Gli argomenti che amo trattare spaziano dalla politica alla cultura, all’ambiente, alla pace e a tutte le problematiche sociali in cui viviamo in generale.

    Spero di avere sempre del tempo per coltivare i miei interessi. Saluti a tutti.

    February 10

    Vincono i no global: stop alla Coca Cola

    Vincono i no global: stop alla Coca Cola

    I Disobbedienti si sdraiano in via Prepositura, i camion della multinazionale non passano

     

    Minuti di tensione al transito della carovana olimpica: «Via libera solo al tedoforo».
    Polizia in assetto anti sommossa ma non ci sono stati incidenti, il blitz è scattato alle 18.30.

     

    Hanno vinto i Disobbedienti: i camion della Coca Cola non sono passati. Gli autisti hanno reagito con parole irripetibili, i rappresentanti della multinazionale hanno storto il naso (qualcuno ha anche alzato la voce con le forze dell’ordine pretendendo il «rispetto dei diritti»), ma alla fine i mezzi pubblicitari, di fronte al muro umano in via Prepositura, hanno fatto dietrofront.
    Nessun problema per la fiaccola olimpica, che i no global hanno lasciato passare applaudendo.
    Che ci fosse brutta aria già lo si sapeva e non a caso da Padova era arrivato a Trento il reparto mobile della polizia, che in via Prepositura si è fatto trovare in assetto antisommossa: casco, scudo e manganello.
    Da tempo nel mirino del mondo no global c’è l’Olimpiade di Torino. O meglio, tutto l’apparato che ruota attorno all’evento a cinque cerchi.
    Partendo dalla multinazionale che vende la bibita più famosa del mondo, la Coca Cola, sponsor ufficiale delle Olimpiadi. I no global puntano il dito contro il colosso di Atlanta per i comportamenti antisindacali in Colombia, dove la Coca Cola - denunciano - si sarebbe macchiata di «crimini e violenze contro i sindacalisti». E poi la politica da conquista imperiale, con il tentativo di imporre il monopolio anche in aree del mondo, come il Chiapas (Messico), dove i problemi sono ben diversi dalla scelta di una bibita.
    Non solo, il movimento denuncia un’improvvisa politica igienista a Torino in vista delle Olimpiadi invernali: «Centri sociali sgomberati, intensificazione dei controlli sui migranti, deportati direttamente nei deserti della Libia». Insomma, si vuole fare piazza pulita di tutto quello che può disturbare l’occhio del turista olimpico. Queste le premesse di quanto accaduto ieri pomeriggio verso le 18.30 in via Prepositura. Una quarantina di persone - tra questi i volti noti di Donatello Baldo, Federico Zappini e Stefano Bleggi - si sono sistemati a bordo strada con striscioni contro la multinazionale di Atlanta, la «Killer Cola». Hanno distribuito volantini, sempre seguiti dalle forze dell’ordine (molti gli agenti in borghese che presidiavano la zona di Santa Maria Maggiore). Prima dell’arrivo della fiaccola c’è stato un tentativo di trattativa tra la Digos e i no global per evitare che la manifestazione degenerasse.
    La pressione della caldaia è salita non appena è spuntata da via Rosmini la carovana olimpica. A quel punto i Disobbedienti si sono sdraiati in mezzo alla strada: «La fiaccola sì, i camion della Coca Cola e della Samsung no». Una posizione durissima, senza vie d’uscita. Con il passare dei minuti i rappresentanti delle multinazionali si sono innervositi, ma le forze dell’ordine hanno voluto evitare la soluzione peggiore: lo scontro (e francamente è stata una posizione di buon senso). Gli sponsor non hanno gradito, hanno protestato e ad un certo punto un ispettore di polizia ha urlato a muso duro: «Che volete che facciamo, che carichiamo?». Una provocazione, evidentemente. Nessuno voleva alzare il tiro. Ci mancava solo che il giorno della Fiamma Olimpica a Trento finisse a colpi di manganello. Dalla coda della carovana finalmente è spuntato il tedoforo con la fiaccola. A quel punto il muro umano si è aperto e la fiamma olimpica è sfilata tra gli applausi generali. Poi di nuovo tutti a bloccare la strada. Per evitare un «tiramolla» infinito gli autisti dei quattro camion - due targati Samsung, due Coca Cola - hanno dovuto fare marcia indietro. I due mezzi pubblicitari della Coca Cola avevano sulla fiancata una scritta luminosa che a quel punto aveva il sapore dell’umorismo: «Ciao Trento». Addio. Chi non era in via Prepositura per protesta ha seguito curioso l’evolversi della situazione. Qualcuno diceva che - sì - hanno ragione i Disobbedienti: le Olimpiadi non si sporcano con i soldi. Un altro non l’ha mandata a dire: «Andate a lavorare», ha urlato con rabbia, sentendosi rispondere a tono dai Disobbedienti.
    Erano quasi le 19 quando il gruppo dei no global - cantando vittoria - ha sbaraccato e si è portato all’imbocco di via Belenzani, ad attendere l’arrivo dell’ultimo tedoforo, l’ottantenne Roberto Moggio, accompagnato da due bambini, Giorgia Pozza e Diego Crestani. Prima dell’atto finale sono sfilati a due passi dalla fontana del Nettuno quattro tedofori no global, con in mano un bengala: indossavano una maglia con scritti i nomi dei sindacalisti assassinati in Colombia. Il tutto sotto gli occhi di migliaia di persone: qualche applauso, qualche «buffone» partito dalla folla. Tra Disobbedienti e pubblico di piazza Duomo un cordone di forze dell’ordine. La violenza - quella vera - è andata in scena pochi minuti dopo in via Mazzini, quando un gruppo di anarchici ha tentato di strappare dalle mani della mezzofondista trentina Eleonora Berlanda (moglie del ciclista Mariano Piccoli) la fiaccola olimpica. Quattro di loro - compreso il leader storico del nucleo roveretano, Massimo Passamani - sono stati portati in questura e arrestati dalla polizia con l’accusa di resistenza.
    Passata la tempesta, resta da capire se ci saranno strascichi giudiziari per i Disobbedienti che hanno partecipato al blocco di via Prepositura. Quelli della Coca Cola ieri promettevano denunce, ma non è ancora chiaro se alle parole (comunque partite in un momento di alta tensione) seguiranno i fatti. I Disobbedienti, in ogni caso, rischiano di essere denunciati per manifestazione non autorizzata, visto che in questura non era arrivata alcuna comunicazione. Non si può escludere neppure la contestazione dell’interruzione di pubblico servizio, considerando che il sit-in in mezzo a via Prepositura ha di fatto bloccato per alcuni minuti gli autobus della Trentino Trasporti.

    February 09

    SENTITE QUESTA RAGAZZI...E' TROPPO FORTE!

    Chi l'ha detto che soltanto perché siamo giovani non dobbiamo parlare di politica? Per me la politica è fondamentale perché ci aiuta a comprendere le dinamiche sociali in cui viviamo e ripudio qualsiasi forma di appannaggio rispetto a questa mia idea. Non venitemi a dire di lasciar fare la politica solo ai politici perché è vero che alla fine loro cambiano la storia con le leggi, ma io non ho nessuna intenzione di restare a guardare indifferente ciò che mi succede intorno, bisogna comprendere la realtà delle cose e lo si può fare soltanto guardando un po’ più da vicino lo "schifo" che c'è intorno a noi….sentite questa è la più bella e spontanea dichiarazione di un alleato del cavaliere, dichiarazione che è stata pubblicata solo in parte su alcuni giornali perchè quando si tratta di Berlusconi non si possono fare critiche ma per alcuni è necessario imbavagliarli per non farli parlare altrimenti vengono fuori le verità…come questa….BUON DIVERTIMENTO!

     

    TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI
    di Umberto Bossi, ministro delle Riforme Istituzionali del governo Berlusconi
    Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E' una costola del vecchio regime. E' il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava nel Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è un tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto, oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre?


    Berlusconi è bollito. E' un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceschiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti. La trattativa Lega-Forza Italia se l'è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne.


    Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio.


    Berlusconi è l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C'è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra.


    Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto.


    Quel brutto mafioso guadagna soldi con l'eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano.


    Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord.


    Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì. Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che 'pecunia non olet'. C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore.


    Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: "Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio governo, muore". Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c'è marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia.


    La "Padania" chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera! Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi.


    Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni. Ma chi si crede di essere: Nembo Kid?


    Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non è ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte.


    Bisogna che Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser si metta in testa che con i bergamaschi io ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto per avere il cambiamento. E non c'è villa, non c'è regalo, non c'è ammiccamento che mi possa far cambiare strada... Berluscoso deve sapere che dalle nostre parti la gente è pronta a fargli un culo così: bastano due secondi, e dovrà scappare di notte. Se vedono che li ha imbrogliati, quelli del Nord gli arrotolano su le sue belle ville e i suoi prati all'inglese e scaraventano tutto nel Lambro.


    Berlusconi, come presidente del Consiglio, è stato un dramma.


    February 07

    Non è mai troppo tardi

    NON E' SOLO UN PENSARE ALLA PROPRIA SALUTE…

    E così ho deciso di smettere di fumare…

    Non mi sembra ancora possibile una cosa simile se penso che fino ad un mese fa, ad un anno fa e anche di più le mie sigarette dovevano essere sempre in tasca ed erano entrate a far parte tra le cose più importanti dei miei effetti personali. Se mi chiedete come ho fatto a smettere di fumare la mia risposta è VOLONTA'. Già, la forza di volontà è amarsi e amare chi ti circonda, chi ti ama veramente, chi nutre il bene di te stesso.

    Per me non è stato difficile anzi mi sono impegnato veramente poco a dire il vero, però ho cominciato a credere sul serio che il vizio di fumare sia veramente una cosa inutile e così ho cominciato a diminuire sempre di più la dose giornaliera di sigarette soprattutto da quando ho conosciuto la persona che amo e che mi ama, che mi ha incoraggiato notevolmente a spingermi in questa direzione. Con oggi sono sette giorni che non tocco sigaretta e se non fosse per il raffreddore che mi sta tormentando in questi giorni avrei già avuto modo di percepire sicuramente i benefici del non fumare. Spero di essere costante in questa mia scelta perché nella vita la coerenza e la costanza nelle decisioni è fondamentale perché continui a crescere con più consapevolezza e meno ipocrisia. Ipocrisia può essere il fatto di dire ad esempio ai ragazzi del "branco" scout che fumare fa male e alla vostra età fa malissimo farlo e poi appena finito l'incontro accendersi una sigaretta alla faccia di quello che è stato detto prima. Per me il fatto di aver smesso di fumare potrebbe essere un motivo in più per fare le cose con più dedizione e consapevolezza, cercando sempre di agire con razionalità. E' proprio questa infatti che nell'atto del fumare viene meno visto che l'atto di per sé è irrazionale e non esiste in natura. E' vero mi manca quella sigaretta tra le dita, mi manca la gestualità di tenerla in bocca o di passarmela da un dito all'altro con quella leggerezza e naturalezza che non mi fa percepire l'irrazionalità di quel che sto facendo, mi manca dopo il caffè, dopo pranzo, dopo cena e dopo sempre. Mi manca quel senso di omologazione che tipicamente avviene nei grandi gruppi dove è più alta la presenza di fumatori ma in fondo chi se ne frega! Sto portando avanti questa scelta seriamente e direi per la prima volta nella mia vita spinto da quel senso di complicità genuino con la persona che amo da cui è partito il consiglio di smettere di fumare. Conoscendo la mia testardaggine avrei potuto ignorare questo consiglio e di conseguenza provocare motivo di discussione su una cosa che a priori non varrebbe neanche la pena discutere considerata l'irrazionalità della questione. Irrazionale e stupido è fumare e non può esserci nessuna giustificazione che ti spinga a sostenere il contrario, certo ognuno fa della propria vita ciò che vuole ma nel mio caso ciò che voglio è amare perché continuando a fumare non dimostrerei di essere bravo in questo e non riuscirei neanche ad amare me stesso.


    February 03

    HO BEN POCO DA AGGIUNGERE....

    RIFLESSIONI SULLA VITA

    Noto con dispiacere che alcune persone sono capaci di dire l'inverosimile pur di trovare giustificazioni alle loro bugie, ai loro gesti bassi che denotano soltanto una sola grande e spiacevole considerazione: INDIFFERENZA. Questa è la parola giusta che mi viene fuori in questo momento e la sto ripetendo nella mia mente più volte proprio per poter cogliere di più il vero senso e significato di questa parola, ma nonostante il mio impegno non ci sono ancora riuscito. Indifferente può esserti un amico quando afferma con disprezzo che non si può più tornare indietro ed ecco che un solo pensiero mi sovrasta la mente adesso: come fa certa gente a non provare il bene verso amici che gli hanno voluto e continuano a volergli soltanto del bene, che non hanno mai osato pensare che un giorno tutto sarebbe finito perché si sono illusi che qualcosa di vero si stava creando insieme? Come fa certa gente a tirare in ballo certi argomenti che non li appartengono che fanno parte della vita di altre persone? Come fa certa gente a giocare sui sentimenti e sulla sensibilità proprio delle persone che hanno avuto stima di essa, che l'hanno difesa e che si sono fidate di essa?

    Caro amico questa è slealtà ma la cosa peggiore è che non si ha voglia di tornare indietro perchè c'è troppo orgoglio di mezzo, c'è troppa arroganza e allora sii più umile e verrai considerato per quello che sei da chi ti sta intorno.

    Come si fa a parlare di "dispiaceri" se non si sente nemmeno il bisogno di chiedere ad un amico: allora che FACCIAMO stasera? Come si fa a parlare di "dispiaceri" se si passa davanti ad un amico e quasi con indifferenza si prosegue oltre con un ipocrita cenno di saluto soltanto perché mi trovavo lì in quel momento e poi si continuano ad aggiungere ipocrisie su ipocrisie con un freddo e squallido <<ci vediamo>>.

    Sarebbe bello ma soprattutto UMILE se certa gente si avvicinasse per spiegarmi in quali occasioni, almeno negli ultimi tempi, afferma di aver fatto sempre il di più per darmi una mano? Mi chiedo quando è accaduto questo? Io ho notato con amarezza che certa gente si è progressivamente allontanata da me senza nemmeno farsi uno scrupolo, un ripensamento o un senso di colpa. Peccato che certa gente si senta obbligata a dover "marcare visita" con gli amici che essa stessa aveva elogiato e definito nel migliore dei modi. Questà è ipocrisia e ti assicuro caro amico che fa più male di una "vera bugia" perché nasconde una "mezza verità".

    E allora diciamocelo in faccia quello che pensiamo di noi, non tentiamo di nasconderci dietro ad una tastiera, non facciamo di un fatto, che io ritengo fondamentale, una buffonata pubblica, che debba servire solo per raccogliere consensi dagli altri che leggono le nostre cose personali. Questa è una buffonata che non sopporto e sono tanto più incazzato quanto amareggiato di questa situazione. Non capisco poi perché certa gente affermi delle cose pubbliche per poi contraddirsi su se stessa. Non si può affermare, e scusate se ribadisco questo concetto, che <<in questo caso non si può tornare indietro>> e poi concludere con un <<arrivederci a presto amici. E vi prego, non facciamoci del male>>. Questa è pura contraddizione è un tentativo disperato di depistaggio, non si capisce bene dove si vuole arrivare, ma sostanzialmente emerge sempre la stessa cosa che mi sono annoiato ad ascoltare. Il fatto sostanzialmente che si cerca sempre di scaricare il "barile" ad altre situazioni (familiari o personali) su determinati comportamenti. E allora mi chiedo cosa ti aspetti che un domani vengano gli angioletti a casa tua a metterti l'aureola tanto che sei stato buono nella tua umile vita? Ma fammi il favore! Sii più maturo e sincero in quello che dici! E non te ne uscire sempre con la solita filastrocca perché poi alla fine ti contraddici da solo e neanche te ne accorgi.

    Alla fine mi rimane l'amarezza di non essere stato apprezzato da chi consideravo un vero amico, io non sono un angioletto ma credo di aver sempre rispettato un mio amico, credo di aver dato veramente il massimo ad un mio amico pur di creare una bella situazione che ti rimanga impressa nella memoria, come la più bella. Non voglio fare l'elenco di tutti i favori che ho fatto e che non mi sono mai stati riconosciuti sottovalutando il rischio che qualcuno se ne approfittasse della mia disponibilità, ma io non ci penso a queste cose perché le ho fatte con amore e sincerità senza doppi fini e soprattutto senza alcun tornaconto. L'amicizia non è un dare per poi avere qualcosa, ma è soltanto un dare senza desiderare nulla dall'altra parte perché l'unico desiderio che deve sovrastare la tua mente è l'amore che ti spinge a rafforzare un sentimento eterno e antico quale è l'amicizia.

    Troppe volte caro amico mi hai mancato di rispetto e soprattutto hai avuto una pessima considerazione di me, nei fatti. Già perché nelle parole siamo tutti bravi a difenderci, buttando le mani avanti per non cadere come si suol dire. Ma poi nei fatti alcune promesse (se vuoi ti rinfreso la memoria) non sono mai state mantenute anzi hai preferito continuare a trstullarti in un dolce e piacevole prendermi per fondelli.

    Ma come vedi non sto qui a rinfacciarti tutto ciò che mi è dovuto e che non sono tenuto a chiederti per favore perché non ti sto chiedendo alcun favore ma soltanto che mi venga restituito o dato tutto ciò che mi spetta e che non mi è stato mai dato. Perché se non l'ho mai fatto è per una semplice ragione che ci riconduce al discorso concluso poco fa, quale è l'amore che è l'ingrediente principale di una sincera ed onesta amicizia. Allora caro amico io ti sarò sincero, voglio vederti crescere ma con più riflessione su certi comportamenti perché fanno malissimo quando vengono scagliati contro senza un motivo, magari come dici tu, soltanto per delle banalissime incomprensioni. Io sarò pronto per un futuro ed immediato chiarimento come vedi c'è ancora quel senso affettività che mi lega ma non continuare in un inutile "giramento di frittate" perché portano come conseguenza ad un inevitabile "giramento di palle".

    Io non voglio fare il bravo oratore o come dici tu quello che predica bene e che poi razzola male, perchè a quanto pare non hai bisogno di consigli da parte di chi ha qualche anno in più di te e un po’ più di esperienza di vita, ma chiedimi qualsiasi cosa e ti saranno date tutte le risposte che vuoi, se pensi che abbia sbagliato dimmelo in faccia ciò che pensi di me, ti avevo consigliato di non sproloquiare e sei caduto nuovamente in errore, non farmi convincere che questa sia la tua vera natura!

     


    February 02

    CHE COS'E' L'AMICIZIA?

    CHE COS'E' L'AMICIZIA

    Oggi voglio parlare di una cosa molto importante che, tra le innumerevoli cose, ci distingue dagli animali qual è l'amicizia. Che cosa intendiamo per amicizia? Che importanza si dà all'amicizia? E soprattutto ci si può fidare totalmente di un amico? E' giusto credere che se tu rispetti un amico anche lui lo farà con te?

    Queste sono alcune tra le tante domande che in questo momento mi vengono in mente e a tale proposito voglio sfogarmi, far uscire tutto quello che penso senza ripensamenti né timori.

    L'amicizia secondo me è qualcosa di straordinario e per capire questo non serve fare il "copia e incolla" delle canzoni o delle poesie perché l'idea dell'amicizia deve esserci in ognuno di noi, si vede ad occhio nudo se ci credi veramente in quello che scrivi o che pensi, così com'è molto palese se stai cercando disperatamente di costruirti un immagine distorta della realtà senza avere un'idea chiara del senso prospettico del tuo cammino, senza essere capace di valutarti, di farti delle domande.

    Il vero amico (o la vera amica) non si annoia mai se gli fai delle domande, se gli proponi un viaggio, un'idea, un qualcosa che come obiettivo abbia soltanto l'intenzione vera e sincera di rafforzare il rapporto esistente, di crescere insieme sostenendosi l'un l'altro, senza ipocrisie, invidie e inutili competizioni per poi dimostrare un non so che cosa né a chi.

    Il vero amico non usa mai l'amicizia nel senso utilitaristico del termine e non si annoia mai di fronte alla richiesta di un favore perché il fatto stesso di aver osato pensare fino a tanto già fa capire il grado d'importanza che si sta dando all'amicizia stessa, cosa che nelle persone un po' più attente fa crescere purtroppo quel senso di delusione che ti lascia l'amaro in bocca.

    Il vero amico non ti mente mai, non ti prende in giro e soprattutto non ti usa soltanto quando ne ha bisogno e poi ti butta nel cestino quando ti ha sostituito, non è giusto. Il vero amico ti accoglie sempre e non ti mente mai, ti vuole bene non con le parole o con le frasi fatte, ma nei gesti, nei fatti.

    Nella mia vita ho incontrato tantissimi amici e la cosa che più mi fa rabbia in questo momento è soltanto una cosa, e cioè di essere stato troppo buono con tutti e allo stesso modo. Con questo non voglio dire ne presumere di poter cambiare da questo punto di vista perché se si è buoni e leali nello spirito non si può mai cambiare e se tenti di camuffare la tua bontà con la falsità e l'ipocrisia la tua maschera presto cadrà giù e molto presto svelerai il tuo vero volto a chi ti sta intorno, cioè chi veramente sei davanti al tuo specchio.

    Il vero amico non ti tratta mai con freddezza, con formalità e soprattutto davanti al tuo amico cercherai di essere più umile di lui e non tenterai mai di circondarti di quel senso fastidioso di superiorità e arroganza, tipico di personalità deboli che per lottare contro la loro debolezza usano la slealtà e la mancanza di rispetto nei confronti di chi non lo merita, proprio verso di chi gli è stato vicino quando ti trovavi solo e sconsolato o in difficoltà, verso chi non ti ha mai voltato le spalle di fronte a dei favori ed ecco le nostre braccia sempre aperte ad accoglierti senza mai mentire ed esserti sempre onesto e sincero.

    La vita a quanto pare mi ha insegnato che gli amici sono in continua evoluzione e non bisogna mai credere di aver raggiunto lo scoglio a cui aggrapparsi, di aver trovato l'ancora che ci tiene fermi al fondale delle nostre solitudini e delle nostre angosce perché in fondo non si è mai soli se si pensa che si sta crescendo verso la scoperta di nuove amicizie, persone che sanno regalarti un sorriso e che agiscono con sincerità ed onestà. La nostra vita è in continua evoluzione è un susseguirsi di epoche e la cosa più straordinaria è il ricordo delle cose più belle passate assieme a chi credevi fosse veramente un amico, ma a quanto pare bisogna fare sempre bene i conti con la propria realtà.

    Io apprezzo sempre la gente che non teme il confronto, che è disposta ad un dialogo completo e maturo e che non tenta mai di farsi vittima di una situazione nè tantomeno sproloquiare le proprie confidenze a persone che non sanno nulla di te nè del tuo passato.

    Se si pensa alle tante belle parole che non oserò mai dire "sprecate" perché in quel momento di sicuro non le erano, un po' di delusione mi investe perché fino a prova contraria, e se talora abbia sbagliato in qualcosa ebbene che emergano anche i miei errori, non credo di aver agito nella mancanza di rispetto nei confronti dei miei amici. In ogni caso finisco con una frase che mi è venuta ora in mente: CHI NON HA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA...