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    February 29

    Una centrale sul tetto di casa

    Con le celle di silicio si produce energia elettrica per il proprio fabbisogno e il rimanente si vende all’Enel. Una soluzione che attira l’attenzione di molte aziende.

    FOTOVOLTAICO, ovvero: prendo la luce del sole e la trasformo in energia. In corrente elettrica, quella che manda avanti lampadine, frullatore e televisione. Si può fare. Si deve fare, perché l'energia che arriva dal Sole ha diversi vantaggi. Per produrla, non si immettono nell'aria o nell'acqua schifezze varie che devastano l'ambiente.

    Il Sole è una fonte di energia rinnovabile, e se ne sta lì impassibile, a buttare i suoi raggi sulla Terra fregandosene altamente di tutti i tiramenti di petrolieri arabi, azionisti di Wall Street e importatori russi di metano. L'Italia è `O paese d'o sole", ovvero è molto ben messa in fatto di irraggiamento, e (manco a dirlo) siamo parecchio indietro in materia, con soli 40 Megawatt di impianti fotovoltaici installati, contro i 2500 della Germania, che di ore di sole ne ha meno della metà di noi. Ma soprattutto, oggi, il fotovoltaico conviene. A tutti: all'azienda che ha il capannone nella zona industriale, alle amministrazioni pubbliche e anche alla famiglia che ha la villetta. Oggi installare un impianto fotovoltaico è un investimento sicuro, "blindato", grazie al "Conto energia" istituito dai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico. Che non c'entra niente con il famoso 55 per cento di "bonus" statale per chi costruisce, amplia o restaura con i criteri della casa ecologica. Il nuovo Conto energia, con il decreto ministeriale del 19 febbraio 2007, ha dato un taglio netto alla burocrazia della precedente legge e stabilito incentivi interessanti per chi installa impianti fotovoltaici. Interessanti perché sicuri. In sostanza: il gestore del sistema elettrico ti premia per 20 anni dando un incentivo su tutti i kilowatt prodotti dall'impianto.

    Un incentivo molto, molto interessante, che permette a chi ha installato i pannelli di rientrare della spesa dell'impianto e, dopo alcuni anni, di guadagnare. Come? Oggi un'abitazione privata, regolarmente allacciata alla corrente, paga in media 18 centesimi di euro per ogni kilowatt/ora consumato. Grazie alle tariffe stabilite dal Conto energia, ogni kilowatt/ora prodotto dall'impianto solare verrà misurato da un apposito contatore e premiato con tariffe che vanno da un minimo di 36 a un massimo di 49 centesimi di euro. Le tariffe variano a seconda della potenza e della collocazione dell'impianto: quelli piccoli, ad uso domestico (sotto i tre kilowatt), godono di incentivi maggiori. Si parte dai 40 centesimi per un impianto non integrato con la casa, e quindi montato in giardino, ai 44 di un impianto parzialmente integrato (montato con staffe sul tetto o sul garage) ai 49 di un impianto integrato, ovvero incassato nel tetto, e quindi meno impattante dal punto di vista visivo.

    L'"affare solare" sta nei 20 anni di tariffe bloccate: se in zone con tanto sole come in Puglia si può pensare di ammortizzare il costo di un impianto in sei o sette anni, alle nostre "padane latitudini" di anni ce ne vanno una decina. E una volta pagati i pannelli l'impianto, che ha una durata utile di circa 30-35 anni, diventa una reale fonte di reddito. La prova del nove che i sistema di tariffe introdotte dal governi sia sicuro è data dal fatto che un bel po' di banche (Banca etica, UniCredit, Monte dei Paschi, Intesa Sanpaolo, Bpi Sella e Banca di credito cooperativo hanno predisposto un sistema di prestiti agevolati che arrivano a coprire anche il totale del costo dell'impianto.

    E se si fidano le banche...

    (di Andrea Spessa, da Luna Nuova di martedì 26 febbraio 2008

    L’impianto produce corrente, due contatori bastano a gestirlo.

    COME funziona un impianto fotovoltaico?

    I raggi del sole battono sui pannelli che sono costruiti da celle di silicio, un elemento che drogato con fosforo e boro produce energia elettrica. Ogni cella è collegata a quella fianco, ogni pannello è collegato a quello a fianco in una sorta di ordinata ragnatela modulare. L'impianto produce corrente continua, che un inverter (una scatoletta elettrica) trasforma in corrente alternata, pronta all'uso, che viene misurata da un contatore e pagata dal gestore del sistema elettrico al proprietario dell'impianto secondo le tariffe del Conto energia. A questo punto il proprietario dell'impianto può consumare tutta l'energia prodotta o, se ne avanza, vende le eccedenze al gestore della rete. In caso di picchi nei consumi, quando l'energia prodotta dai pannelli non basta, il padrone di casa preleva energia direttamente dalla rete, pagandola a prezzo di mercato, ovvero 18 centesimi al kilowatt/ora. 

    Con lo sportello energia della Cna consulente gratis per gli artigiani

    UN PUNTO di riferimento per orientarsi nel panorama delle molte occasioni di risparmio energetico, e quindi anche dei pannelli solari, lo offre lo Sportello energia della Cna, istituito appositamente dall'associazione degli artigiani per fornire consulenze sia agli associati che ai comuni cittadini. «Chi desidera installare i pannelli solari sul proprio tetto può contattarci al nostro numero verde.

    Ci facciamo dare alcuni dati preliminari, poi mettiamo l'utente in contatto con un nostro consulente che fissa un appuntamento per fare il primo sopralluogo, gratuito, sull'edificio dell'utente stesso», spiega Luigi Pizzimenti, responsabile dello sportello energia della Cna.

    Con la ricognizione sul posto, il consulente può stabilire se l'edificio, casa o capannone che sia, è adatto a ricevere i pannelli solari; valuta i consumi energetici sulla base delle bollette passate e illustra al potenziale "cliente" le varie possibilità disponibili. Se l’interessato decide di proseguire con l 'iter, vengono segnalati i professionisti, architetti o ingegneri, a cui è possibile affidare la progettazione e la realizzazione dell'impianto.

    «Un impianto adatto alle esigenze di una famiglia può costare indicativamente 20-25mila euro, beneficia degli incentivi governativi, ovvero la detrazione dalle tasse del 55 per cento del costo distribuito in tre anni», aggiunge Pizzimenti. Anche i pannelli solari, termici o fotovoltaici, per beneficiare degli incentivi devono essere certificati. «Anche questa è un'operazione a cui pensano i progettisti che hanno realizzato l'impianto», rassicura Pizzimenti. Inoltre vale il discorso del Conto energia, ovvero la possibilità di dimensionare l'impianto per produrre più energia di quella necessaria alla propria abitazione. L'energia in più viene venduta al gestore energetico.

    In alcuni casi la differenza tra il costo di produzione e quanto incassato dall'operatore energetico è tale che per l'utente si trasforma in un guadagno. Lo sportello energia della Cna risponde al numero verde 800/ 8122040.

    (di Daniele Fenoglio)

    Sui capannoni c’è la tecnologia di Greenergy

    IL FOTOVOLTAICO non è una tecnologia nuova, ma in Italia è sempre stata poco diffusa. Solo dal 2007, grazie al Conto Energia, l'interesse per l'argomento è in decisa crescita. E gli imprenditori, ovviamente, non se ne stanno con le mani in mano. Aumentano le richieste, si apre un nuovo, appetibile mercato, e le aziende si preparano a soddisfare i tanti, potenziali clienti. La Greenergy è un'azienda di recente formazione, che fa parte del gruppo aviglianese Ilmed e opera nel settore delle energie rinnovabili. In particolare degli impianti fotovoltaici. L'aviglianese Lorenzo Natale, responsabile commerciale dell'azienda, ritiene che il sistema di incentivi adottato dallo Stato sia valido: «E' praticamente uguale a quello adottato nel 2000 dalla Germania, e lì ha portato a grandi investimenti nel settore e all'installazione di tantissimi impianti».


    Natale crede poco alla politica dei "campi solari", giganteschi impianti a pannelli pensati per produrre grandi quantità di energia da immettere sul mercato. «La scelta migliore, quella che paga di più, è creare sistemi dimensionati alle esigenze, che possono soddisfare la richiesta energetica della casa, dell'azienda o dell'edificio pubblico». In sostanza: prendi le bollette dell'anno scorso, guardi quanto hai consumato e progetti un impianto che vada a coprire il tuo reale fabbisogno di energia. Una visione che sconvolge in modo radicale l'attuale sistema di produzione e consumo dell'energia. «Non più produzione accentrata e distribuzione capillare, spostando l'energia da una centrale a migliaia di utenti, ma tanti piccoli consumatori che si producono in loco l'energia di cui hanno bisogno».

    Greenergy ha realizzato diversi impianti in zona, tra cui il più grande attualmente operante in valle di Susa, alla "Toelco" di Bruzolo, con una potenza di 55 kilowatt, e sta lavorando ad un "super-impianto" da 200 kilowatt sui tetti degli stabilimenti "Martina" a Susa. Due interventi imponenti, che sicuramente porteranno ottimi risultati, ma che comportano anche investimenti decisamente importanti. «Sì, è vero. Proprio grazie alla collaborazione con la Toelco di Marcello Cantore, azienda specializzata in impianti elettrici industriali e nostra socia in Greenergy, siamo in grado di mettere in campo le professionalità necessarie per progettare e installare impianti fotovoltaici di grandi dimensioni. Ma possiamo intervenire anche per impianti più piccoli, e proprio in quest'ultimo periodo stanno arrivando in azienda decine di richieste per impianti da due, tre o cinque kilowatt». Quelli destinati alle famiglie, per intenderci.

    La strada è quella giusta anche se, come sempre, l'Italia insegue il resto dell'Europa. «E' una strada obbligata - spiega Enrique Garcia, amministratore delegato di Greenergy - L'Italia, con il protocollo di Kyoto, ha sottoscritto un impegno chiaro: entro 12 anni l'Italia dovrà produrre almeno il 20 per cento della sua energia con fonti rinnovabili». Quindi sole, acqua, vento, eccetera. Il 2020 non è poi così lontano, mentre ad oggi quell'obiettivo del 20 per cento sembra distantissimo. Non resta che sperare nella rivoluzione solare, eolica e/o idroelettrica.

    L'importante è che rivoluzione sia.


     

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