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2月10日 Vincono i no global: stop alla Coca ColaVincono i no global: stop alla Coca ColaI Disobbedienti si sdraiano in via Prepositura, i camion della multinazionale non passano
Minuti di tensione al transito della carovana olimpica: «Via libera solo al tedoforo».
Polizia in assetto anti sommossa ma non ci sono stati incidenti, il blitz è scattato alle 18.30.
Nessun problema per la fiaccola olimpica, che i no global hanno lasciato passare applaudendo. Che ci fosse brutta aria già lo si sapeva e non a caso da Padova era arrivato a Trento il reparto mobile della polizia, che in via Prepositura si è fatto trovare in assetto antisommossa: casco, scudo e manganello. Da tempo nel mirino del mondo no global c’è l’Olimpiade di Torino. O meglio, tutto l’apparato che ruota attorno all’evento a cinque cerchi. Partendo dalla multinazionale che vende la bibita più famosa del mondo, la Coca Cola, sponsor ufficiale delle Olimpiadi. I no global puntano il dito contro il colosso di Atlanta per i comportamenti antisindacali in Colombia, dove la Coca Cola - denunciano - si sarebbe macchiata di «crimini e violenze contro i sindacalisti». E poi la politica da conquista imperiale, con il tentativo di imporre il monopolio anche in aree del mondo, come il Chiapas (Messico), dove i problemi sono ben diversi dalla scelta di una bibita. Non solo, il movimento denuncia un’improvvisa politica igienista a Torino in vista delle Olimpiadi invernali: «Centri sociali sgomberati, intensificazione dei controlli sui migranti, deportati direttamente nei deserti della Libia». Insomma, si vuole fare piazza pulita di tutto quello che può disturbare l’occhio del turista olimpico. Queste le premesse di quanto accaduto ieri pomeriggio verso le 18.30 in via Prepositura. Una quarantina di persone - tra questi i volti noti di Donatello Baldo, Federico Zappini e Stefano Bleggi - si sono sistemati a bordo strada con striscioni contro la multinazionale di Atlanta, la «Killer Cola». Hanno distribuito volantini, sempre seguiti dalle forze dell’ordine (molti gli agenti in borghese che presidiavano la zona di Santa Maria Maggiore). Prima dell’arrivo della fiaccola c’è stato un tentativo di trattativa tra la Digos e i no global per evitare che la manifestazione degenerasse. La pressione della caldaia è salita non appena è spuntata da via Rosmini la carovana olimpica. A quel punto i Disobbedienti si sono sdraiati in mezzo alla strada: «La fiaccola sì, i camion della Coca Cola e della Samsung no». Una posizione durissima, senza vie d’uscita. Con il passare dei minuti i rappresentanti delle multinazionali si sono innervositi, ma le forze dell’ordine hanno voluto evitare la soluzione peggiore: lo scontro (e francamente è stata una posizione di buon senso). Gli sponsor non hanno gradito, hanno protestato e ad un certo punto un ispettore di polizia ha urlato a muso duro: «Che volete che facciamo, che carichiamo?». Una provocazione, evidentemente. Nessuno voleva alzare il tiro. Ci mancava solo che il giorno della Fiamma Olimpica a Trento finisse a colpi di manganello. Dalla coda della carovana finalmente è spuntato il tedoforo con la fiaccola. A quel punto il muro umano si è aperto e la fiamma olimpica è sfilata tra gli applausi generali. Poi di nuovo tutti a bloccare la strada. Per evitare un «tiramolla» infinito gli autisti dei quattro camion - due targati Samsung, due Coca Cola - hanno dovuto fare marcia indietro. I due mezzi pubblicitari della Coca Cola avevano sulla fiancata una scritta luminosa che a quel punto aveva il sapore dell’umorismo: «Ciao Trento». Addio. Chi non era in via Prepositura per protesta ha seguito curioso l’evolversi della situazione. Qualcuno diceva che - sì - hanno ragione i Disobbedienti: le Olimpiadi non si sporcano con i soldi. Un altro non l’ha mandata a dire: «Andate a lavorare», ha urlato con rabbia, sentendosi rispondere a tono dai Disobbedienti. Erano quasi le 19 quando il gruppo dei no global - cantando vittoria - ha sbaraccato e si è portato all’imbocco di via Belenzani, ad attendere l’arrivo dell’ultimo tedoforo, l’ottantenne Roberto Moggio, accompagnato da due bambini, Giorgia Pozza e Diego Crestani. Prima dell’atto finale sono sfilati a due passi dalla fontana del Nettuno quattro tedofori no global, con in mano un bengala: indossavano una maglia con scritti i nomi dei sindacalisti assassinati in Colombia. Il tutto sotto gli occhi di migliaia di persone: qualche applauso, qualche «buffone» partito dalla folla. Tra Disobbedienti e pubblico di piazza Duomo un cordone di forze dell’ordine. La violenza - quella vera - è andata in scena pochi minuti dopo in via Mazzini, quando un gruppo di anarchici ha tentato di strappare dalle mani della mezzofondista trentina Eleonora Berlanda (moglie del ciclista Mariano Piccoli) la fiaccola olimpica. Quattro di loro - compreso il leader storico del nucleo roveretano, Massimo Passamani - sono stati portati in questura e arrestati dalla polizia con l’accusa di resistenza. Passata la tempesta, resta da capire se ci saranno strascichi giudiziari per i Disobbedienti che hanno partecipato al blocco di via Prepositura. Quelli della Coca Cola ieri promettevano denunce, ma non è ancora chiaro se alle parole (comunque partite in un momento di alta tensione) seguiranno i fatti. I Disobbedienti, in ogni caso, rischiano di essere denunciati per manifestazione non autorizzata, visto che in questura non era arrivata alcuna comunicazione. Non si può escludere neppure la contestazione dell’interruzione di pubblico servizio, considerando che il sit-in in mezzo a via Prepositura ha di fatto bloccato per alcuni minuti gli autobus della Trentino Trasporti. 2月9日 SENTITE QUESTA RAGAZZI...E' TROPPO FORTE!Chi l'ha detto che soltanto perché siamo giovani non dobbiamo parlare di politica? Per me la politica è fondamentale perché ci aiuta a comprendere le dinamiche sociali in cui viviamo e ripudio qualsiasi forma di appannaggio rispetto a questa mia idea. Non venitemi a dire di lasciar fare la politica solo ai politici perché è vero che alla fine loro cambiano la storia con le leggi, ma io non ho nessuna intenzione di restare a guardare indifferente ciò che mi succede intorno, bisogna comprendere la realtà delle cose e lo si può fare soltanto guardando un po’ più da vicino lo "schifo" che c'è intorno a noi….sentite questa è la più bella e spontanea dichiarazione di un alleato del cavaliere, dichiarazione che è stata pubblicata solo in parte su alcuni giornali perchè quando si tratta di Berlusconi non si possono fare critiche ma per alcuni è necessario imbavagliarli per non farli parlare altrimenti vengono fuori le verità…come questa….BUON DIVERTIMENTO!
TUTTO CIÒ CHE PENSO DI BERLUSCONI
2月7日 Non è mai troppo tardiNON E' SOLO UN PENSARE ALLA PROPRIA SALUTE… E così ho deciso di smettere di fumare… Non mi sembra ancora possibile una cosa simile se penso che fino ad un mese fa, ad un anno fa e anche di più le mie sigarette dovevano essere sempre in tasca ed erano entrate a far parte tra le cose più importanti dei miei effetti personali. Se mi chiedete come ho fatto a smettere di fumare la mia risposta è VOLONTA'. Già, la forza di volontà è amarsi e amare chi ti circonda, chi ti ama veramente, chi nutre il bene di te stesso. Per me non è stato difficile anzi mi sono impegnato veramente poco a dire il vero, però ho cominciato a credere sul serio che il vizio di fumare sia veramente una cosa inutile e così ho cominciato a diminuire sempre di più la dose giornaliera di sigarette soprattutto da quando ho conosciuto la persona che amo e che mi ama, che mi ha incoraggiato notevolmente a spingermi in questa direzione. Con oggi sono sette giorni che non tocco sigaretta e se non fosse per il raffreddore che mi sta tormentando in questi giorni avrei già avuto modo di percepire sicuramente i benefici del non fumare. Spero di essere costante in questa mia scelta perché nella vita la coerenza e la costanza nelle decisioni è fondamentale perché continui a crescere con più consapevolezza e meno ipocrisia. Ipocrisia può essere il fatto di dire ad esempio ai ragazzi del "branco" scout che fumare fa male e alla vostra età fa malissimo farlo e poi appena finito l'incontro accendersi una sigaretta alla faccia di quello che è stato detto prima. Per me il fatto di aver smesso di fumare potrebbe essere un motivo in più per fare le cose con più dedizione e consapevolezza, cercando sempre di agire con razionalità. E' proprio questa infatti che nell'atto del fumare viene meno visto che l'atto di per sé è irrazionale e non esiste in natura. E' vero mi manca quella sigaretta tra le dita, mi manca la gestualità di tenerla in bocca o di passarmela da un dito all'altro con quella leggerezza e naturalezza che non mi fa percepire l'irrazionalità di quel che sto facendo, mi manca dopo il caffè, dopo pranzo, dopo cena e dopo sempre. Mi manca quel senso di omologazione che tipicamente avviene nei grandi gruppi dove è più alta la presenza di fumatori ma in fondo chi se ne frega! Sto portando avanti questa scelta seriamente e direi per la prima volta nella mia vita spinto da quel senso di complicità genuino con la persona che amo da cui è partito il consiglio di smettere di fumare. Conoscendo la mia testardaggine avrei potuto ignorare questo consiglio e di conseguenza provocare motivo di discussione su una cosa che a priori non varrebbe neanche la pena discutere considerata l'irrazionalità della questione. Irrazionale e stupido è fumare e non può esserci nessuna giustificazione che ti spinga a sostenere il contrario, certo ognuno fa della propria vita ciò che vuole ma nel mio caso ciò che voglio è amare perché continuando a fumare non dimostrerei di essere bravo in questo e non riuscirei neanche ad amare me stesso. 2月3日 HO BEN POCO DA AGGIUNGERE....RIFLESSIONI SULLA VITA
Noto con dispiacere che alcune persone sono capaci di dire l'inverosimile pur di trovare giustificazioni alle loro bugie, ai loro gesti bassi che denotano soltanto una sola grande e spiacevole considerazione: INDIFFERENZA. Questa è la parola giusta che mi viene fuori in questo momento e la sto ripetendo nella mia mente più volte proprio per poter cogliere di più il vero senso e significato di questa parola, ma nonostante il mio impegno non ci sono ancora riuscito. Indifferente può esserti un amico quando afferma con disprezzo che non si può più tornare indietro ed ecco che un solo pensiero mi sovrasta la mente adesso: come fa certa gente a non provare il bene verso amici che gli hanno voluto e continuano a volergli soltanto del bene, che non hanno mai osato pensare che un giorno tutto sarebbe finito perché si sono illusi che qualcosa di vero si stava creando insieme? Come fa certa gente a tirare in ballo certi argomenti che non li appartengono che fanno parte della vita di altre persone? Come fa certa gente a giocare sui sentimenti e sulla sensibilità proprio delle persone che hanno avuto stima di essa, che l'hanno difesa e che si sono fidate di essa? Caro amico questa è slealtà ma la cosa peggiore è che non si ha voglia di tornare indietro perchè c'è troppo orgoglio di mezzo, c'è troppa arroganza e allora sii più umile e verrai considerato per quello che sei da chi ti sta intorno. Come si fa a parlare di "dispiaceri" se non si sente nemmeno il bisogno di chiedere ad un amico: allora che FACCIAMO stasera? Come si fa a parlare di "dispiaceri" se si passa davanti ad un amico e quasi con indifferenza si prosegue oltre con un ipocrita cenno di saluto soltanto perché mi trovavo lì in quel momento e poi si continuano ad aggiungere ipocrisie su ipocrisie con un freddo e squallido <<ci vediamo>>. Sarebbe bello ma soprattutto UMILE se certa gente si avvicinasse per spiegarmi in quali occasioni, almeno negli ultimi tempi, afferma di aver fatto sempre il di più per darmi una mano? Mi chiedo quando è accaduto questo? Io ho notato con amarezza che certa gente si è progressivamente allontanata da me senza nemmeno farsi uno scrupolo, un ripensamento o un senso di colpa. Peccato che certa gente si senta obbligata a dover "marcare visita" con gli amici che essa stessa aveva elogiato e definito nel migliore dei modi. Questà è ipocrisia e ti assicuro caro amico che fa più male di una "vera bugia" perché nasconde una "mezza verità". E allora diciamocelo in faccia quello che pensiamo di noi, non tentiamo di nasconderci dietro ad una tastiera, non facciamo di un fatto, che io ritengo fondamentale, una buffonata pubblica, che debba servire solo per raccogliere consensi dagli altri che leggono le nostre cose personali. Questa è una buffonata che non sopporto e sono tanto più incazzato quanto amareggiato di questa situazione. Non capisco poi perché certa gente affermi delle cose pubbliche per poi contraddirsi su se stessa. Non si può affermare, e scusate se ribadisco questo concetto, che <<in questo caso non si può tornare indietro>> e poi concludere con un <<arrivederci a presto amici. E vi prego, non facciamoci del male>>. Questa è pura contraddizione è un tentativo disperato di depistaggio, non si capisce bene dove si vuole arrivare, ma sostanzialmente emerge sempre la stessa cosa che mi sono annoiato ad ascoltare. Il fatto sostanzialmente che si cerca sempre di scaricare il "barile" ad altre situazioni (familiari o personali) su determinati comportamenti. E allora mi chiedo cosa ti aspetti che un domani vengano gli angioletti a casa tua a metterti l'aureola tanto che sei stato buono nella tua umile vita? Ma fammi il favore! Sii più maturo e sincero in quello che dici! E non te ne uscire sempre con la solita filastrocca perché poi alla fine ti contraddici da solo e neanche te ne accorgi. Alla fine mi rimane l'amarezza di non essere stato apprezzato da chi consideravo un vero amico, io non sono un angioletto ma credo di aver sempre rispettato un mio amico, credo di aver dato veramente il massimo ad un mio amico pur di creare una bella situazione che ti rimanga impressa nella memoria, come la più bella. Non voglio fare l'elenco di tutti i favori che ho fatto e che non mi sono mai stati riconosciuti sottovalutando il rischio che qualcuno se ne approfittasse della mia disponibilità, ma io non ci penso a queste cose perché le ho fatte con amore e sincerità senza doppi fini e soprattutto senza alcun tornaconto. L'amicizia non è un dare per poi avere qualcosa, ma è soltanto un dare senza desiderare nulla dall'altra parte perché l'unico desiderio che deve sovrastare la tua mente è l'amore che ti spinge a rafforzare un sentimento eterno e antico quale è l'amicizia. Troppe volte caro amico mi hai mancato di rispetto e soprattutto hai avuto una pessima considerazione di me, nei fatti. Già perché nelle parole siamo tutti bravi a difenderci, buttando le mani avanti per non cadere come si suol dire. Ma poi nei fatti alcune promesse (se vuoi ti rinfreso la memoria) non sono mai state mantenute anzi hai preferito continuare a trstullarti in un dolce e piacevole prendermi per fondelli. Ma come vedi non sto qui a rinfacciarti tutto ciò che mi è dovuto e che non sono tenuto a chiederti per favore perché non ti sto chiedendo alcun favore ma soltanto che mi venga restituito o dato tutto ciò che mi spetta e che non mi è stato mai dato. Perché se non l'ho mai fatto è per una semplice ragione che ci riconduce al discorso concluso poco fa, quale è l'amore che è l'ingrediente principale di una sincera ed onesta amicizia. Allora caro amico io ti sarò sincero, voglio vederti crescere ma con più riflessione su certi comportamenti perché fanno malissimo quando vengono scagliati contro senza un motivo, magari come dici tu, soltanto per delle banalissime incomprensioni. Io sarò pronto per un futuro ed immediato chiarimento come vedi c'è ancora quel senso affettività che mi lega ma non continuare in un inutile "giramento di frittate" perché portano come conseguenza ad un inevitabile "giramento di palle". Io non voglio fare il bravo oratore o come dici tu quello che predica bene e che poi razzola male, perchè a quanto pare non hai bisogno di consigli da parte di chi ha qualche anno in più di te e un po’ più di esperienza di vita, ma chiedimi qualsiasi cosa e ti saranno date tutte le risposte che vuoi, se pensi che abbia sbagliato dimmelo in faccia ciò che pensi di me, ti avevo consigliato di non sproloquiare e sei caduto nuovamente in errore, non farmi convincere che questa sia la tua vera natura!
2月2日 CHE COS'E' L'AMICIZIA?CHE COS'E' L'AMICIZIA
Oggi voglio parlare di una cosa molto importante che, tra le innumerevoli cose, ci distingue dagli animali qual è l'amicizia. Che cosa intendiamo per amicizia? Che importanza si dà all'amicizia? E soprattutto ci si può fidare totalmente di un amico? E' giusto credere che se tu rispetti un amico anche lui lo farà con te? Queste sono alcune tra le tante domande che in questo momento mi vengono in mente e a tale proposito voglio sfogarmi, far uscire tutto quello che penso senza ripensamenti né timori. L'amicizia secondo me è qualcosa di straordinario e per capire questo non serve fare il "copia e incolla" delle canzoni o delle poesie perché l'idea dell'amicizia deve esserci in ognuno di noi, si vede ad occhio nudo se ci credi veramente in quello che scrivi o che pensi, così com'è molto palese se stai cercando disperatamente di costruirti un immagine distorta della realtà senza avere un'idea chiara del senso prospettico del tuo cammino, senza essere capace di valutarti, di farti delle domande. Il vero amico (o la vera amica) non si annoia mai se gli fai delle domande, se gli proponi un viaggio, un'idea, un qualcosa che come obiettivo abbia soltanto l'intenzione vera e sincera di rafforzare il rapporto esistente, di crescere insieme sostenendosi l'un l'altro, senza ipocrisie, invidie e inutili competizioni per poi dimostrare un non so che cosa né a chi. Il vero amico non usa mai l'amicizia nel senso utilitaristico del termine e non si annoia mai di fronte alla richiesta di un favore perché il fatto stesso di aver osato pensare fino a tanto già fa capire il grado d'importanza che si sta dando all'amicizia stessa, cosa che nelle persone un po' più attente fa crescere purtroppo quel senso di delusione che ti lascia l'amaro in bocca. Il vero amico non ti mente mai, non ti prende in giro e soprattutto non ti usa soltanto quando ne ha bisogno e poi ti butta nel cestino quando ti ha sostituito, non è giusto. Il vero amico ti accoglie sempre e non ti mente mai, ti vuole bene non con le parole o con le frasi fatte, ma nei gesti, nei fatti. Nella mia vita ho incontrato tantissimi amici e la cosa che più mi fa rabbia in questo momento è soltanto una cosa, e cioè di essere stato troppo buono con tutti e allo stesso modo. Con questo non voglio dire ne presumere di poter cambiare da questo punto di vista perché se si è buoni e leali nello spirito non si può mai cambiare e se tenti di camuffare la tua bontà con la falsità e l'ipocrisia la tua maschera presto cadrà giù e molto presto svelerai il tuo vero volto a chi ti sta intorno, cioè chi veramente sei davanti al tuo specchio. Il vero amico non ti tratta mai con freddezza, con formalità e soprattutto davanti al tuo amico cercherai di essere più umile di lui e non tenterai mai di circondarti di quel senso fastidioso di superiorità e arroganza, tipico di personalità deboli che per lottare contro la loro debolezza usano la slealtà e la mancanza di rispetto nei confronti di chi non lo merita, proprio verso di chi gli è stato vicino quando ti trovavi solo e sconsolato o in difficoltà, verso chi non ti ha mai voltato le spalle di fronte a dei favori ed ecco le nostre braccia sempre aperte ad accoglierti senza mai mentire ed esserti sempre onesto e sincero. La vita a quanto pare mi ha insegnato che gli amici sono in continua evoluzione e non bisogna mai credere di aver raggiunto lo scoglio a cui aggrapparsi, di aver trovato l'ancora che ci tiene fermi al fondale delle nostre solitudini e delle nostre angosce perché in fondo non si è mai soli se si pensa che si sta crescendo verso la scoperta di nuove amicizie, persone che sanno regalarti un sorriso e che agiscono con sincerità ed onestà. La nostra vita è in continua evoluzione è un susseguirsi di epoche e la cosa più straordinaria è il ricordo delle cose più belle passate assieme a chi credevi fosse veramente un amico, ma a quanto pare bisogna fare sempre bene i conti con la propria realtà. Io apprezzo sempre la gente che non teme il confronto, che è disposta ad un dialogo completo e maturo e che non tenta mai di farsi vittima di una situazione nè tantomeno sproloquiare le proprie confidenze a persone che non sanno nulla di te nè del tuo passato. Se si pensa alle tante belle parole che non oserò mai dire "sprecate" perché in quel momento di sicuro non le erano, un po' di delusione mi investe perché fino a prova contraria, e se talora abbia sbagliato in qualcosa ebbene che emergano anche i miei errori, non credo di aver agito nella mancanza di rispetto nei confronti dei miei amici. In ogni caso finisco con una frase che mi è venuta ora in mente: CHI NON HA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA... |
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